Lo dichiara il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) nel rapporto pubblicato il 2 ottobre, dove riassume la valutazione delle prove disponibili sui rischi di trasmissione del Tbe-virus, concentrandosi in particolare sulle sostanze di origine umana (sangue, organi, tessuti, cellule).
Nella sua valutazione il ECDC riporta:
– 28.680 casi di encefalite da zecche notificati in ambito europeo tra il 2013 e il 2022
– due casi segnalati di trasmissione del Tbe-virus tramite trasfusione di sangue da un singolo donatore
– tre casi segnalati di trasmissione del Tbe-virus tramite trapianto di organi, sempre da un singolo donatore.
Il Centro europeo sottolinea inoltre l’assenza di segnalazioni sulla trasmissione della malattia attraverso trapianti di tessuti e cellule.
Sulla base di tali evidenze considera il rischio di trasmissione del Tbe-virus mediante sostanze di origine umana un evento assai raro e la probabilità che la trasmissione porti a una malattia sintomatica molto bassa.
L’ECDC evidenzia che l’encefalite da zecche “rappresenta una crescente preoccupazione per la salute pubblica in Europa, con migliaia di casi segnalati ogni anno in particolare nell’Europa centrale e settentrionale”.
Rimarca la stagionalità dell’infezione, i cui picchi si registrano soprattutto tra aprile e novembre, quando le zecche sono più attive e aumentano anche le attività umane all’aperto.
Il Rapporto dell’ECDC segnala anche:
– un’alta percentuale di infezioni da Tbe-virus non diagnosticata per la presentazione clinica lieve o asintomatica della malattia
– l’andamento generalmente bifasico dell’infezione, con una fase iniziale simil-influenzale seguita da una seconda fase caratterizzata da infiammazione del sistema nervoso centrale.
Il Rapporto rimarca la potenziale gravità dell’encefalite da zecche, sottolineando:
– il permanere di conseguenze a lungo termine in un importante numero di pazienti con sintomi neurologici (dal 10 al 40%)
– un tasso di mortalità compreso tra lo 0,5 e il 2%.
Per l’ECDC l’aumento dei tassi di vaccinazione contro il Tbe-virus nelle aree dove la malattia è endemica potrebbe costituire una misura di prevenzione utile a migliorare anche la sicurezza complessiva delle trasfusioni di sangue e dei trapianti di organi, tessuti e cellule.
Suggerisce inoltre quali altre misure di prevenzione:
– il rinvio delle donazioni sangue da parte di quanti segnalano recenti punture di zecche
– l’esecuzione di specifici test sierologici e molecolari per individuare l’esposizione al Tbe-virus in donatori di organi, tessuti e cellule.
Il Rapporto dell’ECDC riconosce infine diverse incertezze relativamente all’infezione da Tbe-virus e suggerisce la necessità di continue ricerche, oltre che della vigilanza e controllo della malattia, per salvaguardare la salute pubblica.
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