Zecche: sempre più diffuse in Europa

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha aggiornato le mappe sulla distribuzione delle zecche nella UE e nei paesi transfrontalieri. Rispetto a marzo dello scorso anno sono 2.556 le segnalazioni relative alla loro diffusione in nuove aree del territorio europeo.

L’aggiornamento riporta i risultati del monitoraggio realizzato dalla rete di esperti del progetto «VectorNet», promosso dalle autorità comunitarie per favorire la sorveglianza e la prevenzione delle malattie trasmesse da vettori.

Cosa indica il monitoraggio

I dati riportati dalle mappe segnalano in particolare:

– la crescita in diversi Paesi centro-europei dell’Ixodes ricinus, primario veicolo di trasmissione della malattia di Lyme e della Tbe (1.780 nuove segnalazioni);

– l’aumento nel Nord della Spagna e in Francia delle zecche Hyalomma, responsabili della febbre emorragica di Crimea-Congo (79 nuove segnalazioni);

– l’incremento in Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Russia delle zecche Dermacentor, agenti di diversi patogeni (617 nuove segnalazioni);

– la diffusione, seppur contenuta, delle zecche Rhipicephalus sanguineus (le cosiddette zecche del cane) in Croazia, Spagna e Paesi Bassi (78 nuove segnalazioni).

La sorveglianza europea

Attraverso la pubblicazione di informazioni aggiornate sulla presenza e distribuzione delle principali specie di zecche le autorità europee intendono:

– sensibilizzare gli Stati membri sulla necessità di promuovere adeguati programmi di vigilanza e controllo

– sottolineare che l’eradicazione delle zecche su vasta scala è estremamente difficile per la loro capacità di diffondersi in una vasta gamma di habitat (forestali, rurali e urbani) e di adattarsi a diverse condizioni di temperatura e umidità.

Le raccomandazioni ai cittadini

Le autorità europee sottolineano che la quantità e la distribuzione geografica delle zecche può variare per effetto:

– dei cambiamenti climatici

– della fauna selvatica e dell’avifauna migratoria (responsabili del trasporto passivo di zecche anche per lunghe distanze)

– dei commerci internazionali (soprattutto di bestiame).

Ritengono quindi necessario sensibilizzare tutti i cittadini dell’Unione sui rischi collegati alla loro espansione e sull’importanza di prevenire i morsi di zecca.

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