Ecco un decalogo per orientarsi fra i vari tipi di repellenti disponibili in commercio.
– Adoperiamo solo prodotti registrati
I repellenti hanno lo scopo di evitare morsi e punture. Quelli “sicuri” sono registrati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) presso il Ministero della salute o come Biocidi secondo il regolamento dell’Unione Europea (UE) n. 528/2012.
Si tratta di prodotti preventivamente testati e risultati esenti da effetti nocivi per le persone e per l’ambiente. Un prodotto non registrato non è stato testato per le possibili conseguenze derivanti dal suo uso e va quindi considerato un prodotto non sicuro.
– Leggiamo le etichette
Fondamentare è leggere l’etichetta del singolo prodotto e verificare verso quali parassiti è stato testato.
Diversi prodotti funzionano sia verso le zecche sia verso le zanzare.
– Facciamo attenzione ai principi attivi
I repellenti di comprovata efficacia sono quelli contenenti:
– Dietiltoluamide (DEET)
– Icaridina (KBR 3023)
– Paramatandiolo (PMD o Citrodiol).
Prodotti a base di citronella, lavanda e bergamotto non garantiscono invece una difesa adeguata.
– Rispettiamo i tempi di applicazione
L’efficacia e la durata protettiva dei repellenti dipendono dalla concentrazione del principio attivo utilizzato: più è alta la percentuale del principio attivo, maggiore è la protezione in termini di efficacia e durata.
Occorre tuttavia tener conto che fattori esterni, come la temperatura e la sudorazione, possono influenzare la durata degli effetti protettivi.
In ogni caso è consigliato rispettare gli intervalli di applicazione indicati in etichetta.
– Scegliamo la formulazione più adatta
In commercio esistono diversi prodotti repellenti, formulati in:
Lozioni: sono facilmente distribuibili con le mani, ma per l’applicazione sul volto necessitano di particolare attenzione.
Roll-on: sono pratici, permettono una distribuzione uniforme del prodotto, evitando dispersioni nell’ambiente. Sono adatti per l’utilizzo sui bambini.
Spray: non assicurano un dosaggio uniforme, sul volto vanno applicati con le mani e non usati direttamente, sono comodi per l’impregnazione saltuaria di abiti da lavoro. Attenzione: sono infiammabili.
Braccialetti: sono pochi quelli registrati e in grado di assicurare una reale efficacia. Inoltre la loro azione protettiva si limita alla pelle vicina al braccialetto stesso.
Salviette e spugnette: sono adatte per l’utilizzo sul volto, rilasciano però un quantitativo limitato di principio attivo.
Formulazioni spalmabili (creme, gel): sono le più tollerate, permettono un adeguato dosaggio e una corretta distribuzione.
– Adottiamo alcune fondamentali prudenze
Qualsiasi formulazione si scelga è fondamentale distribuire il repellente in maniera omogenea su tutta la pelle da proteggere, avendo cura di:
– evitare il contatto con gli occhi e la bocca
– limitare l’applicazione alla sola pelle esposta e all’abbigliamento
– non utilizzare il repellente sulla pelle sotto i vestiti
– usare solo il quantitativo necessario: un’applicazione eccessiva non dà una protezione maggiore e potrebbe invece causare reazioni avverse.
I repellenti non vanno mai usati su tagli, ferite o pelle irritata.
– Limitiamo le applicazioni nei bambini e nelle donne in gravidanza o allattamento
Anche se ci sono prodotti utilizzabili sui bambini di età superiore ai 2 anni e da donne in gravidanza e allattamento è sempre consigliabile limitare le applicazioni e verificare attentamente quanto riportato in etichetta.
In caso di dubbi è opportuno consultare preventivamente il medico o il pediatra di fiducia.
Una precauzione importante è non mettere il repellente sulle mani dei bambini per evitare che lo trasferiscano agli occhi e alla bocca.
– Usiamoli anche con la protezione solare
Quando ci si trova all’aperto è possibile utilizzare il repellente e la protezione solare allo stesso tempo. L’importante è seguire le istruzioni riportate sulle rispettive confezioni.
È consigliato applicare prima la protezione solare e poi il repellente.
– Cosa dobbiamo fare in caso di reazioni
Qualora il repellente provochi una reazione avversa (comparsa di arrossamenti sulla pelle o altri sintomi) occorre:
sospendere l’applicazione
lavare la pelle con acqua e sapone neutro
consultare il medico, mostrando possibilmente il prodotto usato.
– Quando la protezione non è più necessaria
Bisogna detergere la pelle trattata con acqua e sapone.
Gli ultrasuoni sono un’alternativa?
In commercio esistono diversi dispositivi a ultrasuoni, calibrati per emettere lunghezze d’onda repulsive e per questo considerati un’alternativa ai repellenti.
In ordine al loro funzionamento l’Istituto Superiore di Sanità afferma “al momento nessuno di questi apparecchi riesce a garantire un’effettiva protezione”.
Insetticidi e acaricidi: maneggiamoli con cura!
Sugli indumenti, le scarpe e l’equipaggiamento è possibile applicare sostanze insetticide o acaricide. Il principio attivo è la permetrina, una sostanza in grado di eliminare zanzare e zecche al semplice contatto con i tessuti trattati.
Nonostante questa capacità di risolvere il problema alla radice l’utilizzo di insetticidi e acaricidi è indicato in situazioni di effettiva necessità perché possono:
venir assorbiti dalla pelle (non è del tutto chiaro con quali effetti)
risultare nocivi per l’ambiente (in particolare per api, pesci e invertebrati acquatici).
Insetticidi e acaricidi inoltre non vanno mai utilizzati sulla pelle e la loro applicazione su vestiario e attrezzature deve seguire scrupolosamente avvertenze e raccomandazioni riportate sui prodotti.
Per approfondire guarda il video
Fonte tabella: https://veterinari.aulss9.veneto.it/Repellenti-da-usare-contro-le-zanzare
Tabella dei prodotti repellenti di più largo consumo, con indicazione del principio attivo e della concentrazione, nonché della durata protettiva