L’articolo sottolinea che l’Ixodes ricinus, la zecca responsabile della malattia di Lyme, può trasmettere anche altre patologie, come la Tbe (encefalite da zecche) e diverse coinfezioni, come l’anaplasmosi e la babesiosi.
Segnala inoltre:
– l’ampia diffusione dell’Ixodes ricinus nei boschi, nei parchi, nei giardini e nelle aree rurali,
– la variabile distribuzione delle zecche nei diversi ambienti naturali,
– la maggiore possibilità di subire punture infettanti attraverso il contatto con erba, fogliame (e terriccio sotto le foglie), arbusti e vegetazione spontanea.
Il Journal of Occupational Health riporta quali lavoratori maggiormente esposti al morso di zecca:
– le guardie forestali,
– gli addetti alla silvicoltura,
– gli agricoltori,
– i fotografi naturalisti,
– i manutentori di linee elettriche e ferroviarie,
– gli operatori della viabilità,
– i responsabili di parchi ricreativi e di campi sportivi,
– i giardinieri,
– i guardiacaccia e i guardiaparco,
– i costruttori di parchi eolici,
– gli incaricati dello spegnimento di incendi boschivi.
Poiché le zecche sono comunemente diffuse negli allevamenti zootecnici il rischio professionale viene esteso anche a veterinari, allevatori zootecnici e addetti alla macellazione.
L’articolo indirizza ai lavoratori interessati tre raccomandazioni durante le attività all’aperto:
– utilizzare indumenti che coprono quanto più possibile il corpo, usare calzature chiuse e applicare sulla pelle scoperta repellenti a base di DEET.
Pur rimarcando che l’esposizione professionale quotidiana e prolungata nel tempo ai prodotti a base di DEET potrebbe “presentare rischi sconosciuti”, ne segnala l’efficacia protettiva e l’utilità nel ridurre i morsi di zecca;
– fare una doccia, al rientro dal lavoro, procedendo ad una accurata ispezione di tutto il corpo per individuare tempestivamente eventuali zecche sulla pelle.
I punti su cui concentrare l’ispezione sono: l’area dietro le ginocchia, l’inguine, le ascelle, la schiena, l’attaccatura dei capelli, la zona dietro le orecchie e più in generale tutte le parti dove si suda di più. Se l’ispezione non può essere fatta con l’aiuto di un’altra persona è utile usare la telecamera del telefono cellulare;
– togliere prontamente le zecche trovate sul corpo.
Per la rimozione viene consigliato l’uso di un estrattore in plastica o di dispositivi come le “Tick Card” che consentono la rimozione delle zecche in modo più semplice rispetto alle pinzette a punta fine. Prima dell’utilizzo estrattori e Tick Card, al pari delle pinzette, vanno lavati e possibilmente disinfettati.
Tra i consigli di prevenzione l’articolo suggerisce di organizzare dei corsi di formazione professionale volti a far conoscere:
– l’uso dell’abbigliamento adeguato
– i comportamenti da tenere durante le attività outdoor
– le procedure da seguire per ispezionare con cura il proprio corpo
– i sistemi per rimuovere correttamente le zecche
– i sintomi a cui fare attenzione, come il presentarsi di arrossamenti sulla pelle o la comparsa di febbre, che vanno prontamente segnalati al medico.
Poiché i morsi di zecca non causano dolore possono facilmente passare inosservati la regolare ispezione della pelle e il riconoscimento dei primi segni di infezione sono fondamentali per una diagnosi tempestiva di eventuali infezioni e iniziare subito la più efficace terapia.
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