Entrambe le infezioni inoltre sono emblematiche di questo inizio autunno, caratterizzato da:
– una più intensa attività delle zecche, dovuta all’abbassamento delle temperature e alla maggiore umidità legata alle piogge,
– una netta ripresa del virus SARS-CoV-2, documentata dalle statistiche nazionali con l’aumento dei contagi (da 5.889 a 30.777), dei ricoveri (da 697 a 2.378) e dei decessi (da 44 a 99).
Secondo uno studio italiano pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology e diffuso dalla rivista online quotidianosanità.it, sono 6 le manifestazioni cutanee da considerare possibili spie del Covid-19:
– un’apparente orticaria,
– un eritema esteso al tronco e agli arti, simile a quello del morbillo
– una reazione cutanea tipo varicella
– ecchimosi analoghe a quelle causate da un trauma (livedo reticularis)
– una improvvisa vasculite (lesione della pelle di colore rosso violaceo, dovuta all’infiammazione dei vasi sanguigni)
– lesioni paragonabili ai geloni.
Nonostante possa assumere svariate forme, l’eritema della malattia di Lyme:
– si presenta nella zona del morso di zecca con un arrossamento della pelle, dalle sfumature che vanno dal rosa pallido, al rosso acceso, al viola
– in un’alta percentuale di casi ha un caratteristico aspetto ovale, ad anello o a bersaglio
– non dà prurito e solo raramente provoca una leggera sensazione di bruciore
– cresce lentamente, aumentando alcuni millimetri al giorno.
Le manifestazioni eritematose causate dalla malattia di Lyme e dal Covid-19 hanno alcune caratteristiche comuni. Possono:
– presentarsi in ogni parte del corpo
– assumere aspetti diversi e diverse gradazioni di colore.
Le due malattie presentano tuttavia alcune importanti diversità.
Le lesioni cutanee da Covid-19:
– compaiono di frequente in concomitanza ad altri sintomi, come febbre, mal di gola, raffreddore, tosse, disturbi intestinali
– solitamente hanno una breve durata
– si presentano in una percentuale ridotta di pazienti (fra il 5 e il 20%)
– possono associarsi a prurito.
– non è pruriginoso,
– tende a permanere per diverse settimane
– è presente in un alto numero di pazienti (fino al 75%)
– si espande gradualmente fino a raggiungere i 50 centimetri di diametro
– non si accompagna a sintomi respiratori o intestinali.
È sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico curante.
Nel caso si sospetti un contagio da SARS-CoV-2 può essere utile fare un tampone o un test rapido per confermare o escludere la diagnosi di Covid-19.
Nell’eventualità invece si ipotizzi la malattia di Lyme è indicato circoscrivere con un pennarello la lesione e verificare se nei giorni successivi si espande fino a superare il bordo evidenziato. Tale particolarità va segnalata al medico per la tempestiva prescrizione del trattamento antibiotico.
Sconsigliato invece fare test di verifica: l’eritema è un sintomo caratteristico, ma iniziale della malattia e all’atto della sua presentazione gli anticorpi non sono generalmente rilevabili con gli esami del sangue. Il risultato del test potrebbe quindi essere falsamente negativo, ritardando le cure e consentendo alla malattia di progredire.
Per approfondire clicca qui
Fonte immagine: Pennsylvania Department of Healt