A causarla è un morso di zecca localizzato molto spesso nel cuoio capelluto. Nel sito del morso compare una lesione necrotica (escara), preceduta da un rigonfiamento doloroso dei linfonodi del collo. A tali sintomi possono accompagnarsi:
– febbre
– mal di testa
– malessere generale.
Segnalata la prima volta in Francia nel 1997 la malattia ha cambiato nome tre volte nel corso degli anni.
Inizialmente è stata chiamata TIBOLA, abbreviazione di Tick-borne lymphadenopathy (Linfoadenopatia trasmessa da zecche), perché caratterizzata da un rigonfiamento doloroso dei linfonodi del collo.
A seguire è stata definita DEBONEL, abbreviazione di Dermacentor-borne necrosis erythema and lymphadenopathy (Linfoadenopatia eritema e necrosi trasmessi da Dermacentor) per specificare il nome della zecca generalmente responsabile dell’infezione (Dermacentor) e indicare altri sintomi presenti quali l’eritema e la necrosi, cioè la morte di una porzione del tessuto cutaneo (escara) localizzato nel sito del morso.
Da ultimo è stata nominata SENLAT, abbreviazione di Scalp Eschar and Neck Lymph Adenopathy After a Tick Bite (Escara del cuoio capelluto e linfoadenopatia del collo in seguito alla puntura di zecca).
Responsabili della malattia sono la Rickettsia slovaca e la Rickettsia raoultii trasmesse dalle zecche soprattutto del genere Dermacentor, parassiti abituali di pecore e cani.
Le Dermacentor sono diffuse nelle aree rurali, in zone arbustive e nei pascoli di alta media montagna.
Sono molto attive da marzo a maggio e da settembre a novembre, periodi in cui si concentra il maggior rischio di subire una puntura infettante.
L’escara del cuoio capelluto e linfoadenopatia del collo è più frequente in donne e bambini.
Si cura con specifici antibiotici e solitamente non ha complicanze gravi.
Sono tuttavia possibili sintomi prolungati, soprattutto se la malattia non viene trattata in modo appropriato. I più comuni sono l’alopecia nel sito del morso di zecca e l’astenia, che può durare fino a diversi mesi.
Molto spesso le persone colpite dalla malattia riferiscono di non essersi accorte di aver subito un morso di zecca.
Dopo aver svolto attività all’aperto, soprattutto in zone rurali, è quindi raccomandata un’attenta ispezione di tutto il corpo e l’osservazione del cuoio capelluto, possibilmente con l’aiuto di un’altra persona.
fonte immagine https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4672452/