Cos’è la Febbre maculosa?

L’improvvisa scomparsa in Brasile del pilota Douglas Costa e della fidanzata Mariana Giordano dopo un morso di zecca ha attirato l’attenzione su una malattia poco conosciuta in Europa e in Italia: la febbre maculosa delle Montagne rocciose (Rocky Mountain Spotted Fever – RMSF), un’infezione grave e molto diffusa negli Stati Uniti e nell’America centrale e meridionale.

A causarla è la Rickettsia rickettsii, un agente infettivo che si ritiene venga trasmesso molto rapidamente da esemplari di zecche infette, come:

– la zecca del cane (Dermacentor variabilis e Rhipicephalus sanguineus),

– la zecca del legno delle Montagne Rocciose (Dermacentor andersoni)

in grado di attaccare anche l’uomo.

Senza un tempestivo trattamento antibiotico l’infezione può rivelarsi mortale fino al 20-30% dei casi.

La situazione in Brasile

Secondo Il Mattino in Brasile si sono registrati, da inizio anno, 17 casi di febbre delle Montagne Rocciose e 8 decessi.

Nel 2022 i casi registrati sono stati 63 casi, con 44 decessi confermati e nel 2021 si sono contati 87 casi e 48 morti.

I sintomi

Le rickettsie si propagano all’interno delle cellule che costituiscono le pareti dei vasi sanguigni, danneggiandole e provocando dei coaguli all’interno dei vasi stessi con varie conseguenze negli organi interessati. La malattia si presenta con una triade di sintomi:

– febbre,

– forte mal di testa (cefalea), dolori muscolari,

– piccole eruzioni cutanee di colore rosso vivo (rash petecchiale o maculopapulare), spesso localizzate intorno ai polsi e alle caviglie, i palmi delle mani, le piante dei piedi e gli avambracci con rapida estensione al collo, al volto, alle ascelle, alle natiche e al tronco.

Tali manifestazioni possono accompagnarsi a sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, dolori addominali) e alterazioni di varia gravità a carico:

– del sistema nervoso centrale

– del sistema respiratorio

– del sistema gastrointestinale

– del sistema renale

– del sistema circolatorio.

La malattia può inoltre provocare danni permanenti (amputazione di arti, dita delle mani o dei piedi per danni ai vasi sanguigni delle aree interessate; perdita dell’udito; paralisi; disabilità mentale).

Diagnosi e terapia

Sebbene siano disponibili numerosi test di laboratorio per la febbre maculata delle Montagne Rocciose, nessuno è sufficientemente rapido da consentire una diagnosi certa e tempestiva.

Poiché un trattamento antibiotico precoce è fondamentale per l’esito della malattia, il riconoscimento deve poggiare su basi cliniche e va sospettato ogni qual volta si presenti un paziente che vive o abbia frequentato un’area boschiva e presenti una febbre inspiegabile, cefalea e prostrazione, anche senza ricordare il morso di zecca.

La terapia antibiotica riduce notevolmente la mortalità e impedisce la maggior parte delle complicanze.

Prevenzione

Non esiste un vaccino efficace per prevenire la febbre delle Montagne Rocciose.

L’arma più valida resta pertanto evitare i morsi da zecca.

Per approfondire clicca qui