Salgono intanto a 14 le province dove è accertata la circolazione del virus in zanzare e animali sentinella. Sono: Catania, Varese, Ravenna, Cagliari, Oristano, Vercelli, Piacenza, Bologna, Ferrara, Parma, Pavia, Rimini, Modena e Mantova.
Nonostante la precoce circolazione del West Nile virus (WNV) a inizio stagione la situazione è fortunatamente molto diversa rispetto al boom di focolai dello scorso anno.
Nel 2022 i casi di malattia accertati in Italia sono stati ben 588, 37 dei quali mortali.
La maggior parte (295 casi) si è manifestata come forma neuro-invasiva, con sintomi molto simili a quelli dell’encefalite da zecche.
Febbre del Nilo (trasmessa dalle zanzare) e Tbe (trasmessa dalle zecche) sono due malattie che esordiscono con sintomi poco specifici e tra loro sovrapponibili, spesso rappresentati da febbre e malessere generale.
Entrambe le malattie condividono inoltre l’andamento stagionale (da primavera a inizio autunno) e possono causare problemi di salute anche gravi.
Secondo un recente studio realizzato in Slovacchia la loro presentazione nella stessa area geografica può costituire una impegnativa sfida diagnostica, con possibilità che alcuni casi di “West Nile siano diagnosticati come infezioni da Tbe virus”.
Oltre a determinare eventi estremi, i cambiamenti climatici influiscono anche sulla distribuzione di zecche e zanzare, rendendo diversi ambienti idonei al loro insediamento, con conseguente diffusione di agenti infettivi responsabili di seri problemi di salute pubblica.
Il riscaldamento globale inoltre prolunga l’attività stagionale di entrambe, con il risultato di estendere i periodi di co-circolazione di virus e batteri.
Ministero della salute, regioni e istituti zooprofilattici sperimentali hanno attivato una proficua collaborazione per monitorare l’andamento delle zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all’uomo) e dei loro vettori (zanzare, zecche, pappataci).
Resta tuttavia fondamentale il comportamento delle singole persone, chiamate ad assumere ogni utile comportamento per evitare morsi e punture infettanti.
L’invito alla prevenzione è quanto mai attuale nei territori colpiti dai recenti disastri meteo perché umidità e rialzo delle temperature nelle regioni del Nord e nelle zone della Pianura Padana favoriscono una straordinaria proliferazione di zecche e zanzare, aumentando il rischio di malattie.
Caldo e umidità hanno indotto nei giorni scorsi la Fondazione Mach di San Michele all’Adige (TN) a intensificare il monitoraggio della zanzara tigre, coreana e giapponese e della zanzara comune, mettendo sotto la lente anche la diffusione delle zecche nei boschi del Trentino.
Lo scopo è aggiornare le mappe relative alla loro distribuzione, sorvegliare la circolazione degli agenti infettivi e individuare precocemente i rischi per la salute.
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